FAQ

Domande ricorrenti

Aspetti legali

Assumendosi (liberamente) il compito di accompagnare gli allievi, l’insegnante incorre nell’obbligo di custodia esattamente come nel caso dell’insegnamento obbligatorio. Ciò significa che durante la gita l’insegnante ha la responsabilità degli allievi che vi partecipano. La stessa responsabilità ricade peraltro anche su un padre o una madre che si assume il compito di sorvegliare altri bambini.

La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) ha il dovere di stabilire, rispettivamente di controllare, che il numero minimo di lezioni di educazione fisica nella formazione professionale di base, a seconda dei mestieri, sia conforme alle basi giuridiche.

Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI)

Se si verifica un incidente con feriti gravi (pericolo di vita, mutilazioni, incapacità lavorativa permanen-te, infermità o malattia mentale, sfregio permanente), per legge la polizia e la procura devono avviare d’ufficio un’indagine per chiarire la dinamica dei fatti e se qualcuno possa essere ritenuto responsabile dell’accaduto. Fra le altre cose si valuta se l’incidente poteva essere evitato (se si tratta di un fatto inevitabile non si può ritenere responsabile dell’accaduto il docente). Si verifica anche se sia a ritenere responsabile in prima persona dell’accaduto. Ove si ritenga che il docente ha violato il suo dovere di diligenza nei confronti dei minori affidatigli la procura invia l’incartamento al tribunale. Il foro competente può condannare il docente per lesioni personali gravi o omicidio (comunque fino alla sentenza vale la presunzione di innocenza).

Se il bagno al fiume non è parte prevista e pianificata dell’insegnamento, si raccomanda di evitarlo. Se questa attività è prevista come parte dell’insegnamento, per il nuoto in acque libere correnti è necessario che la persona di sorveglianza abbia frequentato il modulo SSS Fiumi. Andranno inoltre valutate l`età e le competenze degli allievi e la propria esperienza. Per il nuoto nei fiumi l’UFSPO raccomanda un numero massimo di 8 allievi per ogni persona di sorveglianza. Questo numero rappresenta tuttavia la dimensione massima del gruppo per ogni persona di sorveglianza «in condizioni ottimali». A seconda delle condizioni ambientali e delle competenze della persona responsabile, il numero andrà ridotto.

No, non è vero. L’obbligo prescrive almeno tre lezioni settimanali di educazione fisica da 45 minuti ciascuna (da intendersi come quantità minima; un numero maggiore di lezioni è comunque consentito). Due di queste tre lezioni possono essere svolte come doppia lezione. In tal caso il tempo dedicato al movimento viene sfruttato in modo ottimale e si riduce lo spreco di tempo per raggiungere la palestra, cambiarsi, fare la doccia, ricevere istruzioni, montare e smontare le strutture etc. Le tre lezioni obbligatorie non possono essere compensate sotto forma di giornate o eventi sportivi.

L’UFSPO ha elaborato una panoramica dei documenti esistenti sul tema nei rispettivi Cantoni (regole, direttive, linee guida, raccomandazioni, promemoria, etc.). Prima di iniziare con una determinata attività è comunque raccomandabile informarsi nei rispettivi Cantoni in merito alle norme esistenti.

Poche sono le prescrizioni legali emanate da Confederazione e Cantoni in merito al contenuto o all’organizzazione di lezioni, gite o campi scolastici. In particolare, non vi sono prescrizioni legali vincolanti per quanto concerne le misure di sicurezza o la formazione e il perfezionamento degli insegnanti responsabili; raccomandazioni sono state tuttavia formulate per varie attività.
Il rispetto di tali raccomandazioni permette da un lato di evitare gli infortuni e dall’altro di ridurre il rischio che un insegnante sia considerato responsabile di un eventuale incidente. Queste non dispensano tuttavia l’insegnante dalla responsabilità di verificare caso per caso se la semplice applicazione della raccomandazione sia appropriata o se siano eventualmente necessarie ulteriori misure. Nella pratica di qualsiasi attività sportiva vale il principio generale per cui all’insegnante responsabile è richiesta la stessa cautela necessaria e ragionevole a evitare un pericolo in altre situazioni.

Si devono prendere tutte le misure possibili per evitare un incidente. È pertanto decisivo che si rispettino le norme e le raccomandazioni esistenti in merito alla sicurezza (anche l’impiego di un’altra persona per certe attività). Oltre a ciò il docente deve anche riflettere sugli eventuali rischi, legati ad esempio alla (scarsa) esperienza motoria dei bambini o al grado di attenzione con e cui la classe segue la lezione. Anche se si rispettano completamente direttive e raccomandazioni non si può escludere completamente un certo rischio residuo. La scuola non può essere ritenuta responsabile se l’indagine delle autorità competenti dimostra che la lezione è stata tenuta nel complesso nel rispetto del dovere di diligenza.

Nelle ordinanze in materia di formazione, l’insegnamento obbligatorio dell’educazione fisica viene indicato come numero complessivo di lezioni per anno sull’intera durata della formazione professionale di base. Ciò consente un’applicazione flessibile dell’obbligo a seconda del piano di formazione e delle specificità locali di ciascuna scuola.
Se l’insegnamento scolastico prevede 520 o più lezioni l’anno, in linea di principio si ha più di un giorno e mezzo di scuola alla settimana. In tali casi e in particolare se l’insegnamento scolastico costituisce l’attività prevalente, le lezioni di educazione fisica dovranno essere almeno 80. Se sono previste meno di 520 lezioni, la presenza limitata degli allievi a scuola (divieto di superare le 9 lezioni per giornata di scuola) non consente di superare le 40 lezioni di educazione fisica per anno scolastico. Ai fini del conteggio annuale vengono prese in considerazione le lezioni di cultura generale e in materie professionali specifiche, ma non quelle della formazione generale approfondita. Nella formazione di base a impostazione scolastica il volume corrisponde al minimo delle lezioni di educazione fisica della formazione di base a impostazione aziendale su più giorni (520 o più lezioni l’anno).

L’articolo 54 dell’ordinanza sulla promozione dello sport prescrive che per ogni anno scolastico nell’insegnamento dell’educazione fisica sia fatta almeno una qualifica e che essa venga attestata. La forma della qualifica resta sostanzialmente aperta. In nessun caso, tuttavia, la sola menzione della frequenza può rappresentare una qualifica. Idealmente, la qualifica è parte integrante dello standard della scuola, vale a dire che viene inserita nel processo di valutazione delle altre materie (certificati con o senza nota o altro). Il contenuto della qualifica deve rifarsi al programma d’istituto. Materiale di supporto, strumenti e raccolte di test sono in fase di elaborazione insieme ai nuovi strumenti didattici o sono già in parte disponibili al sito www.mobilesport.ch. In alternativa è possibile rivolgersi al Cantone per chiarire quale sia la variante da prediligere.

Al fine di garantire una qualità soddisfacente dell’insegnamento, è necessario stabilire standard minimi per la formazione dei docenti che insegnano educazione fisica. Lo scopo dell’articolo 13 capoverso 2 LPSpo è di garantire l’effettiva attuazione di questo principio. In tal senso non esiste tuttavia una dichiarazione unica, valida per tutti i gradi scolastici. La situazione è regolamentata come segue:

a livello di scuola dell’obbligo le procedure di riconoscimento della formazione dei docenti avvengono tramite la CDPE. I cicli di formazione per i docenti della scuola dell’obbligo sono al momento completamente aggiornati.
Anche il riconoscimento della formazione dei docenti delle scuole di maturità è di competenza della CDPE. Il ciclo di studio è in fase di aggiornamento e la sua entrata in vigore è prevista per la fine del 2014; questo ciclo di formazione è stato concepito tenendo conto delle raccomandazioni che l’UFSPO ha inoltrato alla CDPE.
Il riconoscimento degli insegnanti di educazione per la formazione professionale di base avviene tramite la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI . Il programma quadro d’insegnamento per la formazione pedagogico-professionale dei docenti di educazione fisica è stato preparato in stretta collaborazione con l’UFSPO ed è entrato in vigore nell’autunno 2014.

Dipende dalle circostanze del singolo caso. Se nella situazione concreta la persona incaricata ha rispettato tutti gli obblighi di vigilanza e assistenza, questa non potrà essere ritenuta responsabile di un incidente né civilmente né penalmente. L’effettivo rispetto di tali obblighi può tuttavia per natura essere valutato solo a posteriori.
L’insegnante è tenuto in ogni caso ad applicare eventuali prescrizioni vigenti (prescrizioni cantonali, ma anche istruzioni della scuola) che istituiscono l’obbligo di indossare il casco. Non può ad esempio tollerare che un allievo preferisca sciare senza casco. In caso contrario all’insegnante potranno essere contestati il mancato rispetto o controllo delle misure di sicurezza nella situazione contingente, nonostante questi fossero ragionevolmente esigibili.
Se un gruppo scia in autonomia e senza l’accompagnamento dell’insegnante, è importante che prima dell’attività riceva istruzioni chiare sull’obbligo di indossare il casco. In questo caso il rispetto dell’obbligo non può naturalmente essere controllato in modo costante dall’insegnante.

No, la qualifica vale dal momento dell’entrata in vigore della legge sulla promozione dello sport (1° ottobre 2012). Gli ultimi dettagli saranno tuttavia definiti dopo l’emanazione del nuovo programma quadro d’insegnamento e dopo l’implementazione dei nuovi piani d’istituto.

Il diritto alla propria immagine è un aspetto particolare del diritto della personalità. Secondo la legislazione sulla protezione dei dati, le immagini identificabili sono da considerarsi dati personali. L’elaborazione di tali dati da parte dell’autorità statale necessita di regola di una base legale. La creazione e la successiva elaborazione di immagini o dati contenenti immagini nel quadro dell’insegnamento scolastico, in particolare ai fini della qualifica, presuppone in linea di principio l’esistenza della base legale corrispondente nella legislazione cantonale. Se questa base legale possa essere sostituita dal consenso della persona o, per i minori, da quello del detentore dell’autorità parentale, è quantomeno discutibile. Se si intende adottare un tale procedimento, si raccomanda di chiarire la questione con l’incaricato cantonale della protezione dei dati.

L’obbligo di custodia dell’insegnante non si esaurisce al termine della lezione, ma continua per un tempo ragionevole finché gli allievi non hanno lasciato il luogo delle lezioni. Se la lezione non termina nella struttura scolastica, l’obbligo di custodia per gli allievi della scuola dell’obbligo finisce con il congedo presso il luogo ufficialmente concordato e comunicato ai genitori. È consigliabile che questo luogo si trovi fuori dall’edificio della piscina.

Tutto dipende dalla situazione. Se l’infortunato è in pericolo di vita e va soccorso con la massima urgenza, potrebbe addirittura essere considerato punibile chi non permette il trasporto all’ospedale con un’auto privata.

Dipende dalle circostanze del singolo caso. Se nella situazione concreta la persona incaricata ha rispettato tutti gli obblighi di vigilanza e assistenza, questa non potrà essere ritenuta responsabile di un incidente né civilmente né penalmente. L’effettivo rispetto di tali obblighi può tuttavia per natura essere valutato solo a posteriori.

Durante le lezioni gli insegnanti sono responsabili per la sicurezza degli allievi a loro affidati ehanno dunque il dovere di adottare tutte le misure possibili e ragionevoli allo scopo. Tali misure non possono tuttavia essere definite in modo generale e astratto, ma vanno valutate concretamente caso per caso. Il rispetto degli standard di sicurezza generali per ciascuna attività è dato per scontato. Quando si tratta di definire quali siano i criteri di sicurezza generali per determinate attività, nella valutazione degli incidenti sportivi non di rado i tribunali si fondano su documentazione di G+S.

In linea di principio ognuno risponde per se stesso: la parte lesa si assume quindi di norma i propri danni. Se l’infortunio può essere però ricondotto ad attrezzature o strutture difettose o alla scarsa manutenzione delle stesse, sarà il proprietario della struttura a rispondere del danno.

L’upi raccomanda di indossare il casco (più del 90% già lo porta); questo approccio è sostenuto dall’UFSPO. Si raccomanda dunque di istituire l’obbligo di indossare il casco per gli allievi per tutta la durata dell’evento (giornata, campo ecc.). In linea generale o a livello federale non sussiste tuttavia un obbligo legale di indossare il casco per allievi che frequentano giornate o campi di sport sulla neve. È però possibile che ad esempio una direzione scolastica o una direzione cantonale della pubblica educazione prescriva l’obbligo di indossare il casco per le giornate di sport sulla neve; in questi casi è necessario informarsi presso l’istituzione in questione.

Durante le lezioni gli insegnanti sono responsabili per la sicurezza degli allievi a loro affidati ehanno dunque il dovere di adottare tutte le misure possibili e ragionevoli allo scopo. Tali misure non possono tuttavia essere definite in modo generale e astratto, ma vanno valutate concretamente caso per caso. Il rispetto degli standard di sicurezza generali per ciascuna attività è dato per scontato. Per concretizzare o integrare tali standard, una direzione scolastica o una direzione cantonale della pubblica educazione può stabilire per determinate attività l’adempimento di precisi criteri. Il diritto cantonale dispone in quale misura i genitori siano responsabili per l’acquisto e gli allievi per l’utilizzo di un determinato equipaggiamento. Eventualmente, la lezione va adattata all’equipaggiamento disponibile.

Concetti

Con i primi due anni del grado elementare della durata di otto anni, il concordato HarmoS intende i primi due anni di scuola dell´infanzia o grado prescolastico. Secondo HarmoS, l´attuale 1a classe diventa quindi la 3a classe.

Il modello mostra i contenitori temporali in cui il movimento può essere integrato nell’attività scolastica. La rappresentazione facilita l’utilizzo dei concetti a livello generico e funge da aiuto alle scuole per l’integrazione del movimento nell’attività scolastica quotidiana. Il modello della scuola in movimento è concepito secondo criteri temporali (prima/dopo la scuola) e strutturali (a scuola/in classe). È composto da otto contenitori: - a scuola: eventi scolastici, tempo libero dalle lezioni, sport scolastico facoltativo; - in classe: educazione fisica, insegnamento in movimento, insegnamento interdisciplinare; - prima/dopo la scuola: tragitto casa-scuola; compiti a casa.

Modello della scuola in movimento

I principi qualitativi descrivono i requisiti fondamentali di qualità alla base di un «buon» insegnamento dell’educazione fisica. L’adempimento di questi requisiti fondamentali di qualità sostiene l’insegnante nell’attività pedagogica, contribuendo alla qualità delle lezioni.
Sulla scorta di tali principi vengono formulati criteri di qualità che, a patto di verificarne periodicamente il rispetto e l’attuazione, possono fungere da punto di partenza per provvedimenti mirati di sviluppo della qualità nell’insegnamento dell’educazione fisica.
I principi sono validi per le scuole di ogni ordine e grado come scuole dell’infanzia, scuole elementari, grado secondario I, grado secondario II (scuole di maturità) e grado secondario II (scuole professionali di base).

Per le scuole economiche e commerciali vale l’articolo 52 capoverso 2 dell’ordinanza sulla promozione dello sport in quanto si tratta di formazione di base a impostazione scolastica. Di conseguenza l’educazione fisica comprende almeno 80 lezioni per anni scolastico. Le lezioni di educazione fisica effettivamente previste sono regolate nel periodo transitorio nei programmi d’insegnamento standard (attualmente si parla di 240 lezioni sull’arco di tre anni).

Per «formazione di base a impostazione scolastica» s’intendono formazioni scolastiche a tempo pieno quali scuole di arti e mestieri, scuole medie di commercio (SMC) o scuole medie d’informatica (SMI).
Per queste scuole l’insegnamento dell’educazione fisica comprende 80 lezioni per anno scolastico o due lezioni alla settimana (cfr.ordinanza sulla promozione dello sport, art. 52, cpv. 2: disciplinamento del volume dell’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole professionali di base).

Gestione della qualità

I processi di sviluppo e garanzia della qualità e l’impiego dei rispettivi strumenti sono di competenza dei Cantoni. Per lo sviluppo e garanzia della qualità nelle scuole si applicano dunque le direttive cantonali (p.es. garanzia di qualità tramite valutazioni esterne). È compito della scuola garantire che l’educazione fisica sia parte integrante del processo di gestione della qualità. La piattaforma www.qief.chè un programma di gestione della qualità concepito specificatamente per l’insegnamento dell’educazione fisica a disposizione delle scuole .

La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) ha il dovere di stabilire, rispettivamente di controllare, che il numero minimo di lezioni di educazione fisica nella formazione professionale di base, a seconda dei mestieri, sia conforme alle basi giuridiche.

Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI)

I principi qualitativi descrivono i requisiti fondamentali di qualità alla base di un «buon» insegnamento dell’educazione fisica. L’adempimento di questi requisiti fondamentali di qualità sostiene l’insegnante nell’attività pedagogica, contribuendo alla qualità delle lezioni.
Sulla scorta di tali principi vengono formulati criteri di qualità che, a patto di verificarne periodicamente il rispetto e l’attuazione, possono fungere da punto di partenza per provvedimenti mirati di sviluppo della qualità nell’insegnamento dell’educazione fisica.
I principi sono validi per le scuole di ogni ordine e grado come scuole dell’infanzia, scuole elementari, grado secondario I, grado secondario II (scuole di maturità) e grado secondario II (scuole professionali di base).

 Sì, lo strumento di osservazione della qualità www.qief.ch esiste ancora. Esso si pone l’obiettivo di analizzare e sviluppare in modo sistematico la qualità dell’insegnamento quotidiano dell’educazione fisica e dell’attività motoria. Quief.ch è uno strumento pratico per l’insegnamento dell’educazione fisica in tutti i gradi scolastici. Ulteriori informazioni sono reperibili al sito www.qief.ch.

Non vi sono norme valide a livello nazionale per quanto concerne il numero massimo di allievi per classe. Le direttive sono regolate a diversi livelli a seconda del Cantone (ordinanze, regolamenti o raccomandazioni). Non siamo a conoscenza di disposizioni specifiche per l’insegnamento dell’educazione fisica. I Cantoni che emanano direttive operano perlopiù una distinzione a seconda dei gradi scolastici. I dati attuali raccolti dalla CDPE mostrano che in tutti i Cantoni il numero massimo di allievi per classe si attesta in media tra 22 e 28: Enquêtes auprès des cantons 15/16 CDIP: Effectifs des classes (in FR).
Nell’insegnamento dell’educazione fisica, una classe numerosa impone in ogni caso un adeguamento degli obiettivi perseguiti. Con classi di tali dimensioni, gli aspetti metodico-didattici e le misure di sicurezza (non solo nel nuoto) incidono in modo drastico sul tempo dedicato alla custodia degli allievi.

La qualifica è uno strumento che consente di fare il punto della situazione in merito al raggiungimento degli obiettivi prefissati e in tal senso costituisce la base per la pianificazione dell’insegnamento (sviluppo dell’insegnamento). Le rilevazioni, le valutazioni e i feedback concernenti le prestazioni fungono da giustificativo e soprattutto da strumento di promozione degli allievi. Questi hanno diritto a una qualifica istituzionalizzata, regolare e adeguata al grado scolastico. La qualifica non ha solo la funzione di valutare le prestazioni degli allievi, ma anche quella di sollecitare i docenti a verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi definiti nei programmi d’insegnamento. In questo senso la qualifica rappresenta dunque uno strumento fondamentale dell’assicurazione di qualità. La forma e il contenuto di tale qualifica vanno adeguati a quelli previsti per le altre materie a livello di scuola e grado scolastico.

Infrastruttura/Materiale

Se le installazioni sportive sono destinate innanzitutto all’uso scolastico, queste vengono di norma sovvenzionate dalle direzioni cantonali della pubblica educazione. In questi casi l’interlocutore di riferimento è l’ufficio cantonale competente in materia di sport.
Nel quadro della «Concezione degli impianti sportivi di importanza nazionale (CISIN)», la Confederazione fornisce contributi ad alcune infrastrutture sportive selezionate, indicate nell’Inventario degli impianti sportivi d´importanza nazionale.

La cifra di 50`000 abitati per piscina coperta è estratta da una pubblicazione del servizio specializzato per gli impiantì sportivi («Grundlagen zur Planung», reperibile nel shop UFSPO, tedesco). La cifra è corretta ma va intesa come valore di riferimento. Tuttavia deve essere analizzata a seconda della situazione locale e messa in relazione con l`analisi delle esigenze (riguardo alla quale la pubblicazione citata fornisce dei dati). Vanno considerate tutte le piscine della regione attraverso un’analisi della struttura (ad es. lunghezza vasca, corsie, torre per salti, ecc.). Dall’analisi delle esigenze può ad esempio emergere che nonostante un numero sufficiente di piscine rispetto al numero di abitanti, le esigenze della popolazione (ad es. scuole) non sono tenute debitamente in conto perché le strutture esistenti sono destinate prevalentemente all’uso turistico o commerciale.

I bisogni minimi per i singoli livelli scolastici nella maggior parte dei Cantoni sono stabiliti dalle direzioni dell’educazione, per le scuole professionali dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI. L’UFSPO prevede le seguenti raccomandazioni (bisogni basilari per la scuola dell’obbligo):

  • Campo in erba: da 35,00×25,00m (calcio per i bambini cat. F) a 100,00×64,00m
  • Terreno di gioco (multiuso): 45,00×32,00m
  • Campo da beach
  • Locale per gli attrezzi da usare all’esterno


Per verificare i bisogni di base vale comunque la pena di coinvolgere diversi aspetti, come ad esempio numero e dimensioni delle classi, livello scolastico, eventuali esigenze di società sportive, etc.
Ulteriori informazioni sono contenute nella raccomandazione «101d Freianlagen» della sezione impianti sportivi dell’UFSPO, che può essere ordinata presso il «Basposhop» (in tedesco).

Sì, le proposte inerenti alla dotazione di attrezzature per il fabbisogno scolastico si trovano nella raccomandazione 802 della Sezione Impianti sportivi (disponibile in DE e FR), che può essere ordinata presso il Baspo shop.

Sì, per l’insegnamento dell’educazione fisica nella scuola dell’obbligo è necessario avere a disposizione una palestra ogni 24-36 lezioni settimanali (corrispondenti a circa 8-12 classi). Per il grado secondario II il numero massimo di lezioni settimanali può arrivare a 40.

La Confederazione sostiene soltanto impianti sportivi di importanza nazionale (v. «concezione degli impianti sportivi di importanza nazionale CISIN»). I contributi dal fondo Sport-Toto sono assegnati dal fondo cantonale Swisslos.

Per ulteriori informazioni v. anche: www.sport-toto.ch.

Manuali didattici

Il programma dell’Ufficio federale dello sport UFSPO «scuola in movimento» fornisce idee facilmente realizzabili per il movimento durante le lezioni. Il sito mette a disposizione gratuitamente set di carte organizzati in moduli su svariati temi. Ulteriori informazioni su «scuola in movimento»: www.schulebewegt.ch

Altri programmi di promozione del movimento

I manuali per l’educazione fisica sono disponibili online al sito www.mobilesport.ch. I singoli volumi e i relativi fascicoli (D/F/I) sono reperibili a questo link: Manuali per l´educazione fisica online

Al momento è previsto un aggiornamento di modesta entità da parte della Confederazione. Gli sviluppi relativi ai nuovi piani di studio (LP21 e PER) e alle pubblicazioni di manuali dei Cantoni vengono monitorati con attenzione.

Con l’introduzione della nuova legge sulla promozione dello sport la produzione di un mezzo didattico non è più un compito che spetta alla Confederazione ed è affidato completamente ai cantoni. Pertanto l’UFSPO non produrrà di iniziativa propria un nuovo mezzo didattico per il piano di studi 21. Tuttavia sarà necessario un nuovo mezzo didattico o diversi nuovi mezzi didattici. L’UFSPO auspica che anche per il piano di studi 21 siano disponibili mezzi didattici di alta qualità e adeguati al programma e perciò tenterà di sovvenzionare la produzione di mezzi didattici (avviata dietro richiesta dei cantoni).

Minimo

Docenti formati al meglio sono fondamentali per garantire una attività fisica di qualità a scuola. Ai sensi dell’articolo 13 della legge sulla promozione dello sport i Cantoni, previa consultazione dell’UFSPO, stabiliscono l’entità minima e i requisiti qualitativi della formazione dei docenti che insegnano educazione fisica. Nella pratica, tale disposizione viene attuata dalla CDPE che, su incarico dei Cantoni, emana prescrizioni relative alla formazione dei docenti che insegnano educazione fisica per tutti i gradi scolastici. I Cantoni, dopo aver consultato l’UFSPO, fissano l’entità minima e i requisiti qualitativi della formazione di tali docenti in un regolamento concernente il riconoscimento degli stessi. Le Alte scuole pedagogiche chiedono poi il riconoscimento dei propri cicli di formazione alla CDPE. L’obiettivo è che l’insegnamento dell’educazione fisica venga impartito solo da docenti in possesso delle necessarie qualifiche a livello di materia e grado scolastico. È responsabilità delle scuole adeguarsi agli standard professionali definiti dalla CDPE e assicurarsi di assumere esclusivamente docenti qualificati per l’insegnamento dell’educazione fisica.

Dal momento che nella scuola dell’infanzia l’insegnamento non è di norma strutturato in singole lezioni, cioè non segue un quadro orario prefissato, lo sport e il movimento vanno integrati nell’insegnamento quotidiano. L’educazione fisica va introdotta nell´insegnamento sotto forma di unità didattiche definite, con tempi e organizzazione relativamente liberi. La forma prescelta deve corrispondere nella qualità e nella quantità alle tre lezioni obbligatorie. Per rispondere in modo ottimale alle esigenze dell’insegnamento dell’educazione fisica come educazione al movimento e alla motricità nella scuola dell’infanzia, si raccomanda che una parte delle lezioni si tenga presso installazioni sportive e con l’ausilio dell’equipaggiamento adeguato. Un Cantone che prevede esplicitamente nella propria legislazione tre ore obbligatorie di educazione fisica anche nella scuola dell’infanzia adempie alle direttive formulate nella legge sulla promozione dello sport. A tale proposito si rimanda anche all’articolo 49 capoverso 1 dell´ordinanza sulla promozione dello sport.

No, non è vero. L’obbligo prescrive almeno tre lezioni settimanali di educazione fisica da 45 minuti ciascuna (da intendersi come quantità minima; un numero maggiore di lezioni è comunque consentito). Due di queste tre lezioni possono essere svolte come doppia lezione. In tal caso il tempo dedicato al movimento viene sfruttato in modo ottimale e si riduce lo spreco di tempo per raggiungere la palestra, cambiarsi, fare la doccia, ricevere istruzioni, montare e smontare le strutture etc. Le tre lezioni obbligatorie non possono essere compensate sotto forma di giornate o eventi sportivi.

In tal caso il numero di lezioni annuali viene raggiunto con eventi sportivi obbligatori e blocchi di lezioni. L’organizzazione spetta alla scuola.

Nelle ordinanze in materia di formazione, l’insegnamento obbligatorio dell’educazione fisica viene indicato come numero complessivo di lezioni per anno sull’intera durata della formazione professionale di base. Ciò consente un’applicazione flessibile dell’obbligo a seconda del piano di formazione e delle specificità locali di ciascuna scuola.
Se l’insegnamento scolastico prevede 520 o più lezioni l’anno, in linea di principio si ha più di un giorno e mezzo di scuola alla settimana. In tali casi e in particolare se l’insegnamento scolastico costituisce l’attività prevalente, le lezioni di educazione fisica dovranno essere almeno 80. Se sono previste meno di 520 lezioni, la presenza limitata degli allievi a scuola (divieto di superare le 9 lezioni per giornata di scuola) non consente di superare le 40 lezioni di educazione fisica per anno scolastico. Ai fini del conteggio annuale vengono prese in considerazione le lezioni di cultura generale e in materie professionali specifiche, ma non quelle della formazione generale approfondita. Nella formazione di base a impostazione scolastica il volume corrisponde al minimo delle lezioni di educazione fisica della formazione di base a impostazione aziendale su più giorni (520 o più lezioni l’anno).

Dato che l’insegnamento a livello di scuola media avviene sotto forme (tipi di maturità) e strutture diverse (materie complementari, materie obbligatorie a scelta, lavori di maturità etc.) è più pratico e corretto parlare di numero di lezioni per anno scolastico. Ciò consente una maggiore libertà nell’attuazione. Le 110 lezioni si calcolano sulla base di 52 settimane cui si sottraggono 14 settimane di vacanze scolastiche (media svizzera) moltiplicando per 3. Il risultato è 114, arrotondato a 110 in considerazione di altri giorni in cui non si tengono lezioni.

Per le scuole economiche e commerciali vale l’articolo 52 capoverso 2 dell’ordinanza sulla promozione dello sport in quanto si tratta di formazione di base a impostazione scolastica. Di conseguenza l’educazione fisica comprende almeno 80 lezioni per anni scolastico. Le lezioni di educazione fisica effettivamente previste sono regolate nel periodo transitorio nei programmi d’insegnamento standard (attualmente si parla di 240 lezioni sull’arco di tre anni).

La legge federale vincola i Cantoni al rispetto delle tre lezioni obbligatorie. La Confederazione ha il compito di fornire informazioni e consulenza e, insieme ai Cantoni, di individuare la causa o il fattore determinante del mancato rispetto dell’obbligo.

Organizzazione della lezione/Sicurezza

Se l’escursione prevede la sosta o il passaggio nelle vicinanze dell’acqua (pausa, gioco, escursione ecc.), ma il nuoto non è in programma, è necessario assicurarsi che nessuno entri in acqua. A tale proposito vanno definite regole chiare che i responsabili dovranno applicare con fermezza. Se il nuoto fa parte del programma vanno rispettate le disposizioni relative al nuoto durante le lezioni.

Per recarsi con una classe presso acque ferme o correnti è necessario possedere la relativa formazione. Andranno inoltre valutate l’età e le competenze degli allievi e la propria esperienza. Ad esempio, un insegnante esperto che porta regolarmente la propria classe 3° a nuotare, può sorvegliare senza problemi una classe di 16 bambini nella vasca per principianti. Un insegnante che per la prima volta porta una 4a media appena acquisita in una piscina molto frequentata e ha ancora un’esperienza limitata nelle lezioni di nuoto dovrebbe ridurre le dimensioni del gruppo o farsi accompagnare da una persona con la qualificazione adeguata. Prima di portare un gruppo in acque profonde è consigliabile verificare se gli allievi hanno le competenze minime di autosalvataggio previste dal controllo della sicurezza in acqua dell’upi (CSA). Un tale controllo è utile anche per gli allievi più grandi. In analogia alle raccomandazioni della SSS e di G+S, l’UFSPO consiglia di applicare la seguente regola pratica:

Attività Dimensione max. gruppo per persona di sorveglianza Moduli SSS raccomandati
Piscina coperta/scoperta sorvegliata 16 Brevetto Base Pool
Piscina coperta/scoperta non sorvegliata 16 Brevetto Plus Pool, Modulo Primi soccorsi superato, Modulo BLS-AED valido
Piscina su fiume/lago sorvegliata 12 Brevetto Base Pool
Lago 10 Modulo Laghi, Modulo Primi soccorsi superato, Modulo BLS-AED valido
Fiume-acque vive II 8 Modulo Fiumi, Modulo Primi soccorsi superato, Modulo BLS-AED valido

Il numero indicato rappresenta la dimensione massima del gruppo per ciascuna persona di sorveglianza «in condizioni ottimali». A seconda delle condizioni ambientali e delle competenze della persona responsabile, il numero andrà eventualmente ridotto.

Molte strutture commerciali offrono corsi o programmi per le scuole, permettendo così di praticare l’arrampicata in modo sicuro nel quadro delle lezioni di educazione fisica (se è presente una parete d’arrampicata, anche direttamente presso le scuole). I programmi di formazione possono essere frequentati anche individualmente dagli insegnanti. È sempre consigliabile contattare la palestra in questione.
Una panoramica delle palestre d’arrampicata CI è disponibile a questo link (francese): CI delle palestre d`arrampicata.
CI palestre d’arrampicata sta elaborando una formazione ufficiale che definisce gli standard minimi per la lezione nelle palestre d’arrampicata. L’Associazione svizzera di educazione fisica nella scuola (ASEF) sta mettendo a punto perfezionamenti successivi che dovrebbero essere disponibili a partire dal 2014.

Per l’arrampicata all’aperto (outdoor):

Chi cagiona un danno al corpo o alla salute di un altro può essere punito a norma del codice penale svizzero a querela di parte. Stando alla giurisprudenza attuale la rottura di un dito è considerata lesione semplice.
Se un reato è punibile a querela di parte il danneggiato può chiedere che l’altro sia punito. Nel caso di un minorenne la querela compete ai genitori e decade dopo tre mesi. Il termine decorre dal giorno in cui l’avente diritto apprende chi è il responsabile. Se si presenta querela si svolge un’indagine per chiarire come si sia verificato l’incidente e se qualcuno possa essere ritenuto responsabile del danno, ad esempio perché ha agito con negligenza.

È sostanzialmente sconsigliato far sciare un gruppo senza sorveglianza. Se un gruppo scia in autonomia (possibile in linea di massima solo per allievi avanzati e con condizioni stabili di meteo e neve!), ciò deve comunque accadere per un lasso di tempo limitato, in un’area chiaramente delimitata (definire pista e scilift) e con uno scopo particolare.

Se il bagno al fiume non è parte prevista e pianificata dell’insegnamento, si raccomanda di evitarlo. Se questa attività è prevista come parte dell’insegnamento, per il nuoto in acque libere correnti è necessario che la persona di sorveglianza abbia frequentato il modulo SSS Fiumi. Andranno inoltre valutate l`età e le competenze degli allievi e la propria esperienza. Per il nuoto nei fiumi l’UFSPO raccomanda un numero massimo di 8 allievi per ogni persona di sorveglianza. Questo numero rappresenta tuttavia la dimensione massima del gruppo per ogni persona di sorveglianza «in condizioni ottimali». A seconda delle condizioni ambientali e delle competenze della persona responsabile, il numero andrà ridotto.

I manuali per l’educazione fisica sono disponibili online al sito www.mobilesport.ch. I singoli volumi e i relativi fascicoli (D/F/I) sono reperibili a questo link: Manuali per l´educazione fisica online

L’UFSPO ha elaborato una panoramica dei documenti esistenti sul tema nei rispettivi Cantoni (regole, direttive, linee guida, raccomandazioni, promemoria, etc.). Prima di iniziare con una determinata attività è comunque raccomandabile informarsi nei rispettivi Cantoni in merito alle norme esistenti.

Poche sono le prescrizioni legali emanate da Confederazione e Cantoni in merito al contenuto o all’organizzazione di lezioni, gite o campi scolastici. In particolare, non vi sono prescrizioni legali vincolanti per quanto concerne le misure di sicurezza o la formazione e il perfezionamento degli insegnanti responsabili; raccomandazioni sono state tuttavia formulate per varie attività.
Il rispetto di tali raccomandazioni permette da un lato di evitare gli infortuni e dall’altro di ridurre il rischio che un insegnante sia considerato responsabile di un eventuale incidente. Queste non dispensano tuttavia l’insegnante dalla responsabilità di verificare caso per caso se la semplice applicazione della raccomandazione sia appropriata o se siano eventualmente necessarie ulteriori misure. Nella pratica di qualsiasi attività sportiva vale il principio generale per cui all’insegnante responsabile è richiesta la stessa cautela necessaria e ragionevole a evitare un pericolo in altre situazioni.

Sì, per l’insegnamento dell’educazione fisica nella scuola dell’obbligo è necessario avere a disposizione una palestra ogni 24-36 lezioni settimanali (corrispondenti a circa 8-12 classi). Per il grado secondario II il numero massimo di lezioni settimanali può arrivare a 40.

Si devono prendere tutte le misure possibili per evitare un incidente. È pertanto decisivo che si rispettino le norme e le raccomandazioni esistenti in merito alla sicurezza (anche l’impiego di un’altra persona per certe attività). Oltre a ciò il docente deve anche riflettere sugli eventuali rischi, legati ad esempio alla (scarsa) esperienza motoria dei bambini o al grado di attenzione con e cui la classe segue la lezione. Anche se si rispettano completamente direttive e raccomandazioni non si può escludere completamente un certo rischio residuo. La scuola non può essere ritenuta responsabile se l’indagine delle autorità competenti dimostra che la lezione è stata tenuta nel complesso nel rispetto del dovere di diligenza.

L’insegnante deve assicurarsi che nessuno entri in acqua se il nuoto non è previsto dal programma. I responsabili devono essere coerenti nell’applicare questa regola. In una tale circostanza non è necessario che l’insegnante abbia una formazione SSS.

Dipende dalle circostanze del singolo caso. Se nella situazione concreta la persona incaricata ha rispettato tutti gli obblighi di vigilanza e assistenza, questa non potrà essere ritenuta responsabile di un incidente né civilmente né penalmente. L’effettivo rispetto di tali obblighi può tuttavia per natura essere valutato solo a posteriori.
L’insegnante è tenuto in ogni caso ad applicare eventuali prescrizioni vigenti (prescrizioni cantonali, ma anche istruzioni della scuola) che istituiscono l’obbligo di indossare il casco. Non può ad esempio tollerare che un allievo preferisca sciare senza casco. In caso contrario all’insegnante potranno essere contestati il mancato rispetto o controllo delle misure di sicurezza nella situazione contingente, nonostante questi fossero ragionevolmente esigibili.
Se un gruppo scia in autonomia e senza l’accompagnamento dell’insegnante, è importante che prima dell’attività riceva istruzioni chiare sull’obbligo di indossare il casco. In questo caso il rispetto dell’obbligo non può naturalmente essere controllato in modo costante dall’insegnante.
 

Non vi sono norme valide a livello nazionale per quanto concerne il numero massimo di allievi per classe. Le direttive sono regolate a diversi livelli a seconda del Cantone (ordinanze, regolamenti o raccomandazioni). Non siamo a conoscenza di disposizioni specifiche per l’insegnamento dell’educazione fisica. I Cantoni che emanano direttive operano perlopiù una distinzione a seconda dei gradi scolastici. I dati attuali raccolti dalla CDPE mostrano che in tutti i Cantoni il numero massimo di allievi per classe si attesta in media tra 22 e 28: Enquêtes auprès des cantons 15/16 CDIP: Effectifs des classes (in FR).
Nell’insegnamento dell’educazione fisica, una classe numerosa impone in ogni caso un adeguamento degli obiettivi perseguiti. Con classi di tali dimensioni, gli aspetti metodico-didattici e le misure di sicurezza (non solo nel nuoto) incidono in modo drastico sul tempo dedicato alla custodia degli allievi.

L’obbligo di custodia dell’insegnante non si esaurisce al termine della lezione, ma continua per un tempo ragionevole finché gli allievi non hanno lasciato il luogo delle lezioni. Se la lezione non termina nella struttura scolastica, l’obbligo di custodia per gli allievi della scuola dell’obbligo finisce con il congedo presso il luogo ufficialmente concordato e comunicato ai genitori. È consigliabile che questo luogo si trovi fuori dall’edificio della piscina.

Una ricognizione è sempre consigliabile. Le condizioni della meteo e del percorso vanno comunque sempre verificate da fonte attendibile prima di iniziare l’escursione.

La pratica di sport sulla neve con una classe è regolata da diverse direttive, come le regole FIS e SKUS. Altre informazioni utili, per esempio per quanto concerne l’equipaggiamento necessario, sono disponibile alla pagina del’upi.

Se le competenze necessarie non sono state trasmesse nell’ambito della formazione di base o non sono più presenti, si consiglia comunque la frequenza di una formazione complementare per tenere lezioni di trampolino. In alcuni Cantoni questa è prescritta per legge. Diversi sono i corsi per acquisire le competenze necessarie sotto forma di perfezionamento:

Corsi G+S
Corsi presso l’Alta scuola pedagogica di Friburgo contatto
I corsi di trampolino non sono pubblicati; è necessario prendere contatto direttamente con la scuola.
Per informazioni dettagliate sull’offerta di perfezionamento è possibile anche rivolgersi direttamente a Jean-Michel Bataillon, allenatore G+S delle giovani leve Trampolino ed esperto G+S Trampolino: jm.bataillon@bluewin.ch

Per ulteriori informazioni e direttive sulle lezioni di trampolino consultare anche il corrispondente fascicolo («Trampolinschule nach der Part-Methode»), nel quale vengono tra l’altro formulate dieci regole di sicurezza (editore: Ufficio federale dello sport UFSPO; disponibile (tedesco/ francese) nel Basposhop)

Direttive G+S (vincolanti se le lezioni si tengono nel quadro di G+S)

Anche se il tema dell’arrampicata è già stato affrontato nella formazione di base, per tenere lezioni in una palestra d’arrampicata si raccomanda comunque la frequenza di una formazione complementare. Ausili utili alla lezione nella palestra d’arrampicata sono il fascicolo sulla sicurezza («Sicher klettern»), pubblicato dal Club Alpino Svizzero CAS e le regole del CAS sull’arrampicata (tedesco).
L’arrampicata con gli allievi su pareti artificiali può svolgersi con diverse modalità. Ne consegue che i rischi e i requisiti richiesti all’insegnante possono variare di molto.

Per quanto concerne i requisiti della struttura d’arrampicata, l’insegnante deve chiedere informazioni supplementari al gestore della struttura in cui intende recarsi; cfr. anche modulo«Sicherheitsrichtlinien für externe Ausbildner/Betreuer»(tedesco).

L’upi raccomanda di indossare il casco (più del 90% già lo porta); questo approccio è sostenuto dall’UFSPO. Si raccomanda dunque di istituire l’obbligo di indossare il casco per gli allievi per tutta la durata dell’evento (giornata, campo ecc.). In linea generale o a livello federale non sussiste tuttavia un obbligo legale di indossare il casco per allievi che frequentano giornate o campi di sport sulla neve. È però possibile che ad esempio una direzione scolastica o una direzione cantonale della pubblica educazione prescriva l’obbligo di indossare il casco per le giornate di sport sulla neve; in questi casi è necessario informarsi presso l’istituzione in questione.

È consigliabile non rimandarlo indietro da solo, ma fare in modo che raggiunga insieme al gruppo il punto di ristoro successivo ed eventualmente aspetti lì assistito da qualcuno (p. es. da un altro allievo). Se il gruppo è accompagnato da due insegnanti, l’allievo può tornare a valle con uno dei due e aspettare il resto del gruppo in un luogo convenuto.

Durante le lezioni gli insegnanti sono responsabili per la sicurezza degli allievi a loro affidati ehanno dunque il dovere di adottare tutte le misure possibili e ragionevoli allo scopo. Tali misure non possono tuttavia essere definite in modo generale e astratto, ma vanno valutate concretamente caso per caso. Il rispetto degli standard di sicurezza generali per ciascuna attività è dato per scontato. Per concretizzare o integrare tali standard, una direzione scolastica o una direzione cantonale della pubblica educazione può stabilire per determinate attività l’adempimento di precisi criteri. Il diritto cantonale dispone in quale misura i genitori siano responsabili per l’acquisto e gli allievi per l’utilizzo di un determinato equipaggiamento. Eventualmente, la lezione va adattata all’equipaggiamento disponibile.

Programmi d’insegnamento

Secondo l‘art. 53, cpv. 1 dell’OPSpo, dopo aver consultato l`UFSPO, la SEFRI emana un programma quadro d`insegnamento dell`educazione fisica durante la formazione professionale di base. Questi lavori sono conclusi: il programma quadro d`insegnamento, emanato il 24 settembre 2014, è entrato il vigore il 1 ottobre 2014. Le scuole professionali specializzate hanno due anni di tempo per integrarlo.

Attualmente, i progetti di piani di studio a livello di regioni linguistiche che concernono anche l’educazione fisica sono il Lehrplan 21 (piano di studio comune per i Cantoni della Svizzera tedesca), il PER (plan d´études romand) e il piano di studio per la scuola dell’obbligo. Nell’autunno del 2014 i direttori dell’educazione della Svizzera tedesca hanno approvato il progetto di piano d’insegnamento 21. Ora ogni Cantone decide in base alle proprie basi legali sull’introduzione a livello cantonale. Oltre al progetto comune esistono delle versioni cantonali.
La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l‘innovazione (SEFRI) in collaborazione con l’UFSPO ha elaborato un nuovo programma quadro d’insegnamento dell’educazione fisica durante la formazione professionale di base. Il PQ educazione fisica è stato approvato il 24 settembre 2014 ed è entrato in vigore il 1° ottobre 2014. Le scuole professionali hanno tempo fino a fine settembre 2016 per l’elaborazione dei programmi d’istituto.

Qualifica dei docenti

L’abilitazione a insegnare sport a questi livelli non è compreso nel titolo Bachelor of Science SUFSM. Secondo le direttive della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) l’insegnamento a questi livelli richiede i seguenti requisiti:

  • abilitazione ad insegnare al livello elementare: bachelor SP (qualificazione con diverse materie)
  • abilitazione ad insegnare al livello secondario I: master SP (qualificazione con diverse materie)

Docenti formati al meglio sono fondamentali per garantire una attività fisica di qualità a scuola. Ai sensi dell’articolo 13 della legge sulla promozione dello sport i Cantoni, previa consultazione dell’UFSPO, stabiliscono l’entità minima e i requisiti qualitativi della formazione dei docenti che insegnano educazione fisica. Nella pratica, tale disposizione viene attuata dalla CDPE che, su incarico dei Cantoni, emana prescrizioni relative alla formazione dei docenti che insegnano educazione fisica per tutti i gradi scolastici. I Cantoni, dopo aver consultato l’UFSPO, fissano l’entità minima e i requisiti qualitativi della formazione di tali docenti in un regolamento concernente il riconoscimento degli stessi. Le Alte scuole pedagogiche chiedono poi il riconoscimento dei propri cicli di formazione alla CDPE. L’obiettivo è che l’insegnamento dell’educazione fisica venga impartito solo da docenti in possesso delle necessarie qualifiche a livello di materia e grado scolastico. È responsabilità delle scuole adeguarsi agli standard professionali definiti dalla CDPE e assicurarsi di assumere esclusivamente docenti qualificati per l’insegnamento dell’educazione fisica.

Nel periodo indicato i cicli di studio hanno subito mutamenti radicali: dai cicli di studio di diploma, alle licenze fino ai corsi di bachelor e master. Al tempo stesso le strutture per la formazione degli insegnanti di educazione fisica presso le università sono state trasformate in istituti per le scienze dello sport.

Le persone che hanno conseguito i seguenti titoli di studio sono considerate a tutti gli effetti in possesso dell’abilitazione all’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole professionali di base:

  • titolari di un diploma universitario d’insegnante di educazione fisica I o II;
  • titolari di un diploma di «maestro di sport SUP»;
  • titolari di un «Bachelor of Science EHSM in Sports», ottenuto in data antecedente al 1° ottobre 2012;
  • persone che hanno iniziato a frequentare un corso di bachelor di sport presso la SUFSM prima dell’inizio del semestre autunnale/invernale 2012/2013 e portano a termine con successo tale corso di studi.


Studenti del ciclo bachelor SUFSM che hanno iniziato lo studio nell’autunno 2012 o più tardi sono equiparati ai docenti delle scuole professionali specializzate. Per ottenere l’abilitazione all’insegnamento sarà necessario, oltre ad aver ottenuto il diploma di bachelor, anche aver frequentato con successo una formazione di 60 crediti ECTS riguardante le scienze della formazione, la metodologia e la didattica. Questa formazione aggiuntiva per l’insegnamento dell’educazione fisica sarà disciplinata da un programma quadro d’insegnamento per responsabili della formazione professionale in educazione fisica.

Molte strutture commerciali offrono corsi o programmi per le scuole, permettendo così di praticare l’arrampicata in modo sicuro nel quadro delle lezioni di educazione fisica (se è presente una parete d’arrampicata, anche direttamente presso le scuole). I programmi di formazione possono essere frequentati anche individualmente dagli insegnanti. È sempre consigliabile contattare la palestra in questione.
Una panoramica delle palestre d’arrampicata CI è disponibile a questo link (francese): CI delle palestre d`arrampicata.
CI palestre d’arrampicata sta elaborando una formazione ufficiale che definisce gli standard minimi per la lezione nelle palestre d’arrampicata. L’Associazione svizzera di educazione fisica nella scuola (ASEF) sta mettendo a punto perfezionamenti successivi che dovrebbero essere disponibili a partire dal 2014.

Per l’arrampicata all’aperto (outdoor):

L’UFSPO non è a conoscenza di piani specifici dedicati al tema dello sci nella scuola dell’obbligo. Per quanto riguarda la promozione generica delle attività sportive invernali per bambini e giovani:

Gioventù+Sport («Sci»)
Swiss Snowsports (Action «Snowli on tour») (in francese e in tedesco).
GoSnow.ch (Iniziativa sport sulla neve Svizzera) offre alle scuole condizioni vantaggiose per lo svolgimento di campi (in francese e in tedesco).

Al fine di garantire una qualità soddisfacente dell’insegnamento, è necessario stabilire standard minimi per la formazione dei docenti che insegnano educazione fisica. Lo scopo dell’articolo 13 capoverso 2 LPSpo è di garantire l’effettiva attuazione di questo principio. In tal senso non esiste tuttavia una dichiarazione unica, valida per tutti i gradi scolastici. La situazione è regolamentata come segue:

a livello di scuola dell’obbligo le procedure di riconoscimento della formazione dei docenti avvengono tramite la CDPE. I cicli di formazione per i docenti della scuola dell’obbligo sono al momento completamente aggiornati.
Anche il riconoscimento della formazione dei docenti delle scuole di maturità è di competenza della CDPE. Il ciclo di studio è in fase di aggiornamento e la sua entrata in vigore è prevista per la fine del 2014; questo ciclo di formazione è stato concepito tenendo conto delle raccomandazioni che l’UFSPO ha inoltrato alla CDPE.
Il riconoscimento degli insegnanti di educazione per la formazione professionale di base avviene tramite la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI . Il programma quadro d’insegnamento per la formazione pedagogico-professionale dei docenti di educazione fisica è stato preparato in stretta collaborazione con l’UFSPO ed è entrato in vigore nell’autunno 2014.

L’insegnante deve assicurarsi che nessuno entri in acqua se il nuoto non è previsto dal programma. I responsabili devono essere coerenti nell’applicare questa regola. In una tale circostanza non è necessario che l’insegnante abbia una formazione SSS.

Le disposizioni variano a seconda della scuola e del Cantone. In linea di principio è tuttavia compito della scuola garantire, nell’ambito dello sviluppo del personale, il perfezionamento dei docenti anche per l’educazione fisica. È essenziale favorire e organizzare misure di perfezionamento adeguate.

La formazione per maestri con specialità sport è possibile solo al livello secondario II e con i seguenti requisiti:

  • scuola professionale: BSc + qualificazione aggiuntiva abilitazione all’insegnamento sport presso scuole professionali
  • scuola di maturità: BSc + MSc UNI + qualificazione aggiuntiva diploma


all’insegnamento secondario II. Fondamentalmente per il diploma all’insegnamento per scuole di maturità si può distinguere fra diploma con una materia o con due materie. Se l’intenzione è quella di insegnare in una scuola si consiglia il diploma con due materie.

Se le competenze necessarie non sono state trasmesse nell’ambito della formazione di base o non sono più presenti, si consiglia comunque la frequenza di una formazione complementare per tenere lezioni di trampolino. In alcuni Cantoni questa è prescritta per legge. Diversi sono i corsi per acquisire le competenze necessarie sotto forma di perfezionamento:

Corsi G+S
Corsi presso l’Alta scuola pedagogica di Friburgo contatto
I corsi di trampolino non sono pubblicati; è necessario prendere contatto direttamente con la scuola.
Per informazioni dettagliate sull’offerta di perfezionamento è possibile anche rivolgersi direttamente a Jean-Michel Bataillon, allenatore G+S delle giovani leve Trampolino ed esperto G+S Trampolino: jm.bataillon@bluewin.ch

Per ulteriori informazioni e direttive sulle lezioni di trampolino consultare anche il corrispondente fascicolo («Trampolinschule nach der Part-Methode»), nel quale vengono tra l’altro formulate dieci regole di sicurezza (editore: Ufficio federale dello sport UFSPO; disponibile (tedesco/ francese) nel Basposhop)

Direttive G+S (vincolanti se le lezioni si tengono nel quadro di G+S)

I criteri concernenti le abilitazioni all’insegnamento sono definiti dalla CDPE. Secondo il sistema di riconoscimento dei diplomi per il grado secondario II, la formazione menzionata non abilita all’insegnamento nel grado secondario I.

Qualifiche degli allievi

 Sì, lo strumento di osservazione della qualità www.qief.ch esiste ancora. Esso si pone l’obiettivo di analizzare e sviluppare in modo sistematico la qualità dell’insegnamento quotidiano dell’educazione fisica e dell’attività motoria. Quief.ch è uno strumento pratico per l’insegnamento dell’educazione fisica in tutti i gradi scolastici. Ulteriori informazioni sono reperibili al sito www.qief.ch.

Le scuole svizzere non hanno un sistema uniforme di attribuzione delle note per l’educazione fisica. Esistono diversi sistemi di valutazione; indicazioni a tal merito sono disponibili su mobilesport.ch alla rubrica Atletica leggera - Test.
Altre informazioni sono reperibili al sito www.swissathletics.ch (in tedesco e in francese). Alcuni Cantoni dispongono inoltre di tabelle di valutazione (sul modello dell’esame di sport scolastico ).

I sistemi di valutazione variano a seconda della scuola e del Cantone. Su mobilesport.ch sono disponibili alla rubrica Atletica leggera - Test.
Altre informazioni sono reperibili al sito www.swissathletics.ch (DE e FR). Alcuni Cantoni dispongono inoltre di tabelle di valutazione (sul modello dell’esame di sport scolastico ).

L’articolo 54 dell’ordinanza sulla promozione dello sport prescrive che per ogni anno scolastico nell’insegnamento dell’educazione fisica sia fatta almeno una qualifica e che essa venga attestata. La forma della qualifica resta sostanzialmente aperta. In nessun caso, tuttavia, la sola menzione della frequenza può rappresentare una qualifica. Idealmente, la qualifica è parte integrante dello standard della scuola, vale a dire che viene inserita nel processo di valutazione delle altre materie (certificati con o senza nota o altro). Il contenuto della qualifica deve rifarsi al programma d’istituto. Materiale di supporto, strumenti e raccolte di test sono in fase di elaborazione insieme ai nuovi strumenti didattici o sono già in parte disponibili al sito www.mobilesport.ch. In alternativa è possibile rivolgersi al Cantone per chiarire quale sia la variante da prediligere.

No, la qualifica vale dal momento dell’entrata in vigore della legge sulla promozione dello sport (1° ottobre 2012). Gli ultimi dettagli saranno tuttavia definiti dopo l’emanazione del nuovo programma quadro d’insegnamento e dopo l’implementazione dei nuovi piani d’istituto.

Il diritto alla propria immagine è un aspetto particolare del diritto della personalità. Secondo la legislazione sulla protezione dei dati, le immagini identificabili sono da considerarsi dati personali. L’elaborazione di tali dati da parte dell’autorità statale necessita di regola di una base legale. La creazione e la successiva elaborazione di immagini o dati contenenti immagini nel quadro dell’insegnamento scolastico, in particolare ai fini della qualifica, presuppone in linea di principio l’esistenza della base legale corrispondente nella legislazione cantonale. Se questa base legale possa essere sostituita dal consenso della persona o, per i minori, da quello del detentore dell’autorità parentale, è quantomeno discutibile. Se si intende adottare un tale procedimento, si raccomanda di chiarire la questione con l’incaricato cantonale della protezione dei dati.

La qualifica è uno strumento che consente di fare il punto della situazione in merito al raggiungimento degli obiettivi prefissati e in tal senso costituisce la base per la pianificazione dell’insegnamento (sviluppo dell’insegnamento). Le rilevazioni, le valutazioni e i feedback concernenti le prestazioni fungono da giustificativo e soprattutto da strumento di promozione degli allievi. Questi hanno diritto a una qualifica istituzionalizzata, regolare e adeguata al grado scolastico. La qualifica non ha solo la funzione di valutare le prestazioni degli allievi, ma anche quella di sollecitare i docenti a verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi definiti nei programmi d’insegnamento. In questo senso la qualifica rappresenta dunque uno strumento fondamentale dell’assicurazione di qualità. La forma e il contenuto di tale qualifica vanno adeguati a quelli previsti per le altre materie a livello di scuola e grado scolastico.

Scuola in movimento

Se l’escursione prevede la sosta o il passaggio nelle vicinanze dell’acqua (pausa, gioco, escursione ecc.), ma il nuoto non è in programma, è necessario assicurarsi che nessuno entri in acqua. A tale proposito vanno definite regole chiare che i responsabili dovranno applicare con fermezza. Se il nuoto fa parte del programma vanno rispettate le disposizioni relative al nuoto durante le lezioni.

Assumendosi (liberamente) il compito di accompagnare gli allievi, l’insegnante incorre nell’obbligo di custodia esattamente come nel caso dell’insegnamento obbligatorio. Ciò significa che durante la gita l’insegnante ha la responsabilità degli allievi che vi partecipano. La stessa responsabilità ricade peraltro anche su un padre o una madre che si assume il compito di sorvegliare altri bambini.

Il modello mostra i contenitori temporali in cui il movimento può essere integrato nell’attività scolastica. La rappresentazione facilita l’utilizzo dei concetti a livello generico e funge da aiuto alle scuole per l’integrazione del movimento nell’attività scolastica quotidiana. Il modello della scuola in movimento è concepito secondo criteri temporali (prima/dopo la scuola) e strutturali (a scuola/in classe). È composto da otto contenitori: - a scuola: eventi scolastici, tempo libero dalle lezioni, sport scolastico facoltativo; - in classe: educazione fisica, insegnamento in movimento, insegnamento interdisciplinare; - prima/dopo la scuola: tragitto casa-scuola; compiti a casa.

Modello della scuola in movimento

Il programma dell’Ufficio federale dello sport UFSPO «scuola in movimento» fornisce idee facilmente realizzabili per il movimento durante le lezioni. Il sito mette a disposizione gratuitamente set di carte organizzati in moduli su svariati temi. Ulteriori informazioni su «scuola in movimento»: www.schulebewegt.ch

Altri programmi di promozione del movimento

Per il bambino il movimento è una necessità. Fin da piccolo esplora il mondo con il proprio corpo e i propri sensi. Provando e sperimentando scopre caratteristiche, regole e correlazioni. Le esperienze fisiche e spaziali aiutano a percepire, comprendere e interiorizzare concetti, simboli e strutture astratte. Il movimento permette al bambino di confrontarsi attraverso il gioco con un contenuto o un’attività. Ciò favorisce un atteggiamento positivo verso la scuola e l’apprendimento e incentiva al tempo stesso la motivazione e la disposizione a imparare cose nuove. Se un contenuto viene percepito e appreso utilizzando vari sensi, vengono stimolati più metodi di apprendimento, la durata della concentrazione aumenta e le nuove nozioni sono elaborate e memorizzate con maggiore efficacia. Se vengono stimolati più canali percettivi, le conoscenze tendono a restare impresse più a lungo (cfr. anche Fachhochschule Nordwestschweiz (ed.). (2009): Begreifen braucht Bewegung e Zimmer, R. (2008): Handbuch der Sinneswahrnehmung. Grundlagen einer ganzheitlichen Bildung und Erziehung).

Una ricognizione è sempre consigliabile. Le condizioni della meteo e del percorso vanno comunque sempre verificate da fonte attendibile prima di iniziare l’escursione.

La concentrazione degli allievi durante le attività scolastiche è limitata. La capacità di concentrazione varia con l’età e per i bambini di 5-6 anni si attesta fra i 15 e i 30 minuti. Le pause in movimento danno ritmo alla lezione e migliorano la capacità di concentrazione (cfr. anche Klimt, F.: Die Gestaltung der Schulpause aus sozialpädiatrischer Sicht. In: Sozialpädiatrie 3 (1981)).

Sport scolastico facoltativo

Per recarsi con una classe presso acque ferme o correnti è necessario possedere la relativa formazione. Andranno inoltre valutate l’età e le competenze degli allievi e la propria esperienza. Ad esempio, un insegnante esperto che porta regolarmente la propria classe 3° a nuotare, può sorvegliare senza problemi una classe di 16 bambini nella vasca per principianti. Un insegnante che per la prima volta porta una 4a media appena acquisita in una piscina molto frequentata e ha ancora un’esperienza limitata nelle lezioni di nuoto dovrebbe ridurre le dimensioni del gruppo o farsi accompagnare da una persona con la qualificazione adeguata. Prima di portare un gruppo in acque profonde è consigliabile verificare se gli allievi hanno le competenze minime di autosalvataggio previste dal controllo della sicurezza in acqua dell’upi (CSA). Un tale controllo è utile anche per gli allievi più grandi. In analogia alle raccomandazioni della SSS e di G+S, l’UFSPO consiglia di applicare la seguente regola pratica:

Attività Dimensione max. gruppo per persona di sorveglianza Moduli SSS raccomandati
Piscina coperta/scoperta sorvegliata 16 Brevetto Base Pool
Piscina coperta/scoperta non sorvegliata 16 Brevetto Plus Pool, Modulo Primi soccorsi superato, Modulo BLS-AED valido
Piscina su fiume/lago sorvegliata 12 Brevetto Base Pool
Lago 10 Modulo Laghi, Modulo Primi soccorsi superato, Modulo BLS-AED valido
Fiume-acque vive II 8 Modulo Fiumi, Modulo Primi soccorsi superato, Modulo BLS-AED valido

Il numero indicato rappresenta la dimensione massima del gruppo per ciascuna persona di sorveglianza «in condizioni ottimali». A seconda delle condizioni ambientali e delle competenze della persona responsabile, il numero andrà eventualmente ridotto.

È sostanzialmente sconsigliato far sciare un gruppo senza sorveglianza. Se un gruppo scia in autonomia (possibile in linea di massima solo per allievi avanzati e con condizioni stabili di meteo e neve!), ciò deve comunque accadere per un lasso di tempo limitato, in un’area chiaramente delimitata (definire pista e scilift) e con uno scopo particolare.

L’UFSPO non è a conoscenza di piani specifici dedicati al tema dello sci nella scuola dell’obbligo. Per quanto riguarda la promozione generica delle attività sportive invernali per bambini e giovani:

Gioventù+Sport («Sci»)
Swiss Snowsports (Action «Snowli on tour») (in francese e in tedesco).
GoSnow.ch (Iniziativa sport sulla neve Svizzera) offre alle scuole condizioni vantaggiose per lo svolgimento di campi (in francese e in tedesco).

Durante le lezioni gli insegnanti sono responsabili per la sicurezza degli allievi a loro affidati ehanno dunque il dovere di adottare tutte le misure possibili e ragionevoli allo scopo. Tali misure non possono tuttavia essere definite in modo generale e astratto, ma vanno valutate concretamente caso per caso. Il rispetto degli standard di sicurezza generali per ciascuna attività è dato per scontato. Quando si tratta di definire quali siano i criteri di sicurezza generali per determinate attività, nella valutazione degli incidenti sportivi non di rado i tribunali si fondano su documentazione di G+S.

La pratica di sport sulla neve con una classe è regolata da diverse direttive, come le regole FIS e SKUS. Altre informazioni utili, per esempio per quanto concerne l’equipaggiamento necessario, sono disponibile alla pagina del’upi.

Anche se il tema dell’arrampicata è già stato affrontato nella formazione di base, per tenere lezioni in una palestra d’arrampicata si raccomanda comunque la frequenza di una formazione complementare. Ausili utili alla lezione nella palestra d’arrampicata sono il fascicolo sulla sicurezza («Sicher klettern»), pubblicato dal Club Alpino Svizzero CAS e le regole del CAS sull’arrampicata (tedesco).
L’arrampicata con gli allievi su pareti artificiali può svolgersi con diverse modalità. Ne consegue che i rischi e i requisiti richiesti all’insegnante possono variare di molto.

Per quanto concerne i requisiti della struttura d’arrampicata, l’insegnante deve chiedere informazioni supplementari al gestore della struttura in cui intende recarsi; cfr. anche modulo«Sicherheitsrichtlinien für externe Ausbildner/Betreuer»(tedesco).

Lo sport scolastico facoltativo è coperto dall’offerta G+S Sport scolastico e G+S Sport per i bambini. Ulteriori informazioni sono disponibili nelle pagine: G+S Sport scolastico e G+S Sport per i bambini

È consigliabile non rimandarlo indietro da solo, ma fare in modo che raggiunga insieme al gruppo il punto di ristoro successivo ed eventualmente aspetti lì assistito da qualcuno (p. es. da un altro allievo). Se il gruppo è accompagnato da due insegnanti, l’allievo può tornare a valle con uno dei due e aspettare il resto del gruppo in un luogo convenuto.