Hitsch: sci di fondo e carte G+S nelle «Montagne del cielo» del Kirghizistan
Carico di spirito d’avventura, l’ex responsabile dello sci di fondo svizzero Christian Flury, detto «Hitsch», è partito alla volta dell’Asia centrale e più precisamente del Kirghizistan, per avvicinare la popolazione locale allo sci di fondo. Nel suo bagaglio vi erano anche le carte didattiche di G+S.
No, lo sci di fondo non è (ancora) lo sport nazionale del Kirghizistan. Anzi. Lo sport più popolare in questo Paese di 6,5 milioni di abitanti si chiama Kok-boru, un misto di polo e rugby che si gioca a cavallo. Nel Kok-boru i giocatori devono riuscire a posare la carcassa di una capra nel campo avversario, secondo la formula preferita del «tutti contro tutti». Tutto è permesso, tranne coltelli, armi da fuoco e… parolacce.
«Lì manca tutto»
Equipaggiato non di armi, ma di sci di fondo e bastoni, l’ex responsabile dello sci di fondo svizzero Hitsch Flury ha intrapreso recentemente un viaggio in Kirghizistan per avvicinare la popolazione locale allo sci di fondo, servendosi anche degli ausili didattici di G+S.
Sollecitato da Helvetas a partecipare a un progetto di aiuto allo sviluppo turistico in qualità di esperto dello sci di fondo, Flury ha lasciato la sua Davos alla volta della città kirghisa di Karakol. «Prima di tutto bisognava verificare sul posto dove e come creare piste e tracciati», racconta Hitsch. «Lì manca tutto, ovunque. Ma le persone si danno da fare ed è stato emozionante sostenerle.»
Il Kirghizistan si trova nell’Asia centrale, nel sistema montuoso del Tien Shan, le «Montagne del cielo» che si estendono fino alla Cina in un susseguirsi di vette dai 5000 e ai 7000 metri. Una regione che si presta perfettamente per praticare gli sport invernali. Tuttavia il Paese sta ancora tentando di scrollarsi di dosso il retaggio di settant’anni di Unione sovietica.
«I bambini erano entusiasti»
Grazie all’aiuto della Svizzera, sono state create le basi per la pratica degli sport invernali e ora lo sci alpino e lo snowboard stanno riscuotendo un successo crescente nel Kirghizistan. Adesso si cerca di lanciare lo sci di fondo. «Sono stati dieci giorni molto emozionanti e intensi», racconta il 46enne Flury. «Abbiamo tenuto tre lezioni in un campo. Per prima cosa abbiamo dovuto mostrare alle bambine e ai bambini che cos’è lo sci di fondo.» Per le lezioni ci siamo basati sul manuale «Best Practice nordic» di Swiss Snowsports, G+S e Swiss-Ski. «Grazie a vari workshop e all’impiego di strumenti didattici come le flipchart, il set di carte di G+S e il sito mobilesport.ch siamo riusciti anche a spiegare che cos’è questa disciplina sportiva.»
La gioia dei bambini era incontenibile. «Si comunicava praticamente sempre in inglese» racconta Flury, «e quando non era possibile, c’era sempre qualcuno in grado di tradurre. In ogni caso i bambini erano entusiasti. È stata davvero una bella esperienza.»
«Paesaggi spettacolari»
Hitsch sarà il futuro allenatore della squadra di sci di fondo del Kirghizistan? Ride: «Mai dire mai! No, si tratta di un progetto di aiuto allo sviluppo che si prefigge di far conoscere lo sci di fondo e in particolare di creare dei posti di lavoro duraturi nel settore del turismo invernale. È un Paese affascinante con paesaggi spettacolari.»
Ovvio quindi che Flury stia già pensando di tornare in Kirghizistan, magari con moglie e figli. Ma, come sottolinea: «Serve tanto materiale, specie nelle scuole, anche tracciatori di piste di sci di fondo e motoslitte.»
Quindi, prima di eliminare il vecchio equipaggiamento, non scordiamoci di pensare a Hitsch Flury e ai bambini delle «Montagne del cielo». Sarebbe di grande aiuto.
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