Passare al contenuto principale

ComunicazioniPubblicato il 4 agosto 2021

Patricia Merz: «Le nostre prestazioni sono fonte di ispirazione per le persone»

Insieme alla compagna di remi Frédérique Rol (Lausanne Sports Section Aviron), la studentessa della SUFSM Patricia Merz, membro del Seeclub-Zug, ha vinto alle Olimpiadi di Tokyo la finale B di canottaggio (7° e 12° posto) nel due di coppia pesi leggeri. Dopo due medaglie di bronzo conquistate ai campionati europei (2018 e 2019), questo diploma olimpico rappresenta il più grande successo internazionale per la coppia di vogatrici. Abbiamo avvicinato la 28enne Patricia Merz, in pieno studio in vista degli esami per il master Sport di punta, per farle qualche domanda.

Patricia, innanzitutto complimenti per la vittoria nella finale B, per il 7° posto e quindi per il diploma olimpico conquistato a Tokyo. Che cosa ti ha insegnato l’esperienza di Tokyo e dei Giochi in generale, nonché quella del campo preparatorio?

Patricia: la vittoria nella finale B è stata un buon epilogo per noi. Abbiamo fatto una buona gara in semifinale, ma le altre coppie sono state decisamente migliori di noi. Dal mio punto di vista è stato tutto come me l’ero immaginato. Eravamo tutte pronte per questo grande evento: sia la nostra preparazione che quella di tutte le altre concorrenti era ai massimi livelli. Tuttavia, ai Giochi Olimpici a contare non sono solo le migliori prestazioni atletiche. Dopo le gare ci incontravamo nel Villaggio olimpico per il pranzo e la cena e c’era grande rispetto fra di noi. Al campo preparatorio in Giappone siamo state trattate come se fossimo «le più grandi del mondo». È stato allora che abbiamo capito che le nostre prestazioni sono fonte di ispirazione per le persone e che siamo dei modelli per loro. Mi sono resa conto che quello che faccio infonde gioia agli altri.

Stai seguendo il tuo ciclo di studi alla SUFSM e il canottaggio è una disciplina che richiede molto allenamento. Come riesci a conciliare sport e studio a Macolin?

Patricia: nel 2020, durante il semestre autunnale non sono stata molto assente. Mi allenavo e facevo in modo di essere sempre al passo con gli studi. La situazione creatasi a seguito della pandemia di coronavirus mi è stata particolarmente favorevole perché le lezioni si tenevano in modo virtuale. Tuttavia, ci vuole molta disciplina per non mollare. Nel corso del semestre primaverile, non ho invece praticamente fatto nulla per i miei studi. La direzione della Scuola universitaria mi aveva offerto la possibilità di posticipare gli esami fino a dopo i Giochi Olimpici, invece di passarli in giugno e luglio come i miei compagni. Il mio motto in vista delle Olimpiadi era di fare il più possibile per la scuola, senza tuttavia che le mie prestazioni sportive ne soffrissero.

Le condizioni alla SUFSM sono ideali per riuscire a conciliare sport e studio? Oppure vedi un margine di miglioramento?

Patricia: finora nel mio programma di master qui alla SUFSM, che sto completando in quattro anni invece di due, sono sempre riuscita a trovare una soluzione a tutto. Non c'è mai stato nessuno che mi abbia detto «devi venire a scuola» quando chiedevo di assentarmi. Prima inoltravo la mia richiesta, tuttavia, meglio era. Sia con il precedente responsabile di corso Andi Schneider che ora con Fabian Lüthy ho sempre trovato qualcuno pronto ad ascoltare. Le circostanze erano speciali, perché fino alla regata di qualificazione olimpica sul lago Rotsee, tenutasi nel mese di maggio, non sapevo nemmeno se mi sarei qualificata per Tokyo. A Macolin abbiamo sempre trovato una soluzione. Tutto il contrario dell'Università di Basilea dove ho conseguito il bachelor; lì non avevo una persona di riferimento ed erano meno comprensivi nei confronti delle mie richieste di atleta di punta, una differenza enorme rispetto alla SUFSM.

Stai portando a termine il master in Sport di punta. A che punto sei? E secondo te, i tuoi studi sono stati utili per la pratica del tuo sport?

Patricia: gli ultimi esami sono a settembre. L'anno prossimo sono previsti il praticantato e la tesi di master. Ho imparato di più sulla prestazione sportiva praticando uno sport d’élite che non durante gli studi. Questi ultimi, però, mi hanno insegnato che non tutto ruota esclusivamente attorno alle prestazioni sportive. Il master mi ha aperto delle porte, insegnandomi cose nuove, come ad esempio l’importanza dell’alimentazione, del fattore mentale e molto altro ancora. Così ho cambiato la mia visione personale. Molte teorie sportive, nel canottaggio sono vissute diversamente rispetto a quanto si legge nei libri di testo. Ci alleniamo molto, ma ora mi chiedo se non sarebbe meglio ascoltare di più il proprio corpo. A volte «meno» forse è di più. Ad esempio, quando nel canottaggio ci si infortuna, ci si convince rapidamente che si dovrebbe ricominciare subito ad allenarsi, invece di fare una pausa. Grazie ai miei studi presto maggiore attenzione a queste cose e so cosa sia meglio fare. È come se esaminassi la situazione da un’altra prospettiva. Ho anche imparato molto dagli scambi con altri studenti che praticano discipline diverse dalla mia. Improvvisamente ti dici: «stop, questo non ha senso».

Che cosa ti riserva il futuro dal punto di vista sportivo? Il due di coppia pesi leggeri Patricia Merz/Frédérique Rol sarà presente anche ai prossimi Giochi Olimpici del 2024?

Patricia: per noi era sempre stato chiaro che non avremmo deciso nulla prima dei Giochi. Abbiamo portato avanti il nostro progetto fino all'ultima gara di Tokyo. Inoltre, era previsto che la competizione del due di coppia pesi leggeri femminile non figurasse più nel programma olimpico in vista di Parigi 2024, ma poi le cose sono andate diversamente e si è deciso di mantenerla. In questo momento sono in preda ad emozioni incredibili. Mi piacerebbe molto raggiungere un obiettivo importante nel canottaggio e non mi stupisce il fatto che ne abbia voglia. Per ora, comunque, desidero solo terminare i miei studi, prendermi una pausa dal canottaggio e decidere con calma in seguito. Naturalmente, è anche molto importante quello che Frédérique deciderà di fare, dopo tutto stiamo portando avanti questo progetto insieme da dieci anni.

Patricia, grazie mille per l'intervista e in bocca al lupo per gli esami.


Intervista: Kurt Henauer

  • Master of Science in Sports avec spécialisation Sport d'élite

Ufficio federale dello sport UFSPO

Comunicazione
Hauptstrasse 247
2532 Macolin