Sina Siegenthaler: «Un 16° posto completamente inatteso»
Il percorso di Sina Siegenthaler ai Giochi olimpici di Pechino non è stato privo di ostacoli. Numerose malattie e un infortunio hanno cercato di guastarle la festa. Ciononostante la 21enne di Schangnau (BE) è entrata nella selezione di snowboard cross per Pechino, si è piazzata al 28° posto nelle qualificazioni, ha raggiunto i quarti di finale e ha chiuso al 16° posto come migliore svizzera.
Esausta, ecco come si descrive Sina Siegenthaler, tra un colpo di tosse e l'altro, nella videochiamata WhatsApp. «L'aria qui è molto secca e fredda, è quasi normale soffrire di mal di gola e tossire», spiega la specialista di snowboard cross dopo il suo debutto olimpico. «Viste le circostanze sono felicissima del 16° posto perché né io, né gli allenatori e nemmeno la mia famiglia ce lo saremmo aspettati».
Infatti, le avversità con cui ha dovuto lottare sono state parecchie. Dopo aver concluso l'apprendistato di commercio presso l’Amministrazione federale, da maggio a settembre 2020 Sina si è allenata per la prima volta come professionista nel quadro della SR per sportivi punta. All’epoca tutto lasciava ben sperare nella conquista di un diploma olimpico a Pechino, obiettivo che si era fissata prima della SR.
Ma la fortuna l’ha abbandonata all’improvviso: la mononucleosi durante la SR le ha impedito di riprendere l’allenamento fino alla fine di agosto 2021. L’undicesimo posto ottenuto nel novembre 2021 nella Coppa del mondo preolimpica in Cina ha riacceso brevemente le speranze, poiché il futuro tracciato olimpico le si addiceva. «Se dovessi disegnare io un percorso, lo traccerei proprio nello stesso identico modo».
Un’operazione al ginocchio quattro settimane fa
Dopo la Coppa del mondo in Cina però il destino le ha giocato l'ennesimo brutto scherzo: una caduta durante l'allenamento in Austria in vista della seconda gara di Coppa del mondo ha rimescolato nuovamente le carte. «All'inizio ho creduto che fosse finita per Pechino, ma poi la riabilitazione a Macolin è andata bene, in particolare quando mi hanno confermato che il legamento crociato non era strappato», ci racconta Sina. Tuttavia i dolori erano persistenti a causa della lesione della cartilagine e il ginocchio era sempre gonfio.
E come se non bastasse, due settimane prima di Pechino è risultata positiva al coronavirus. Ha lottato contro il virus fino a una settimana prima della partenza, ma per fortuna il valore CTR si era abbassato a tal punto da permetterle di volare a Pechino.
Una bella chiacchierata con il suo ginocchio
A Pechino è andato tutto per il verso giusto. «Già in novembre mi ero sentita a mio agio qui e sono riuscita ad adattarmi alle condizioni locali», spiega Sina. «La situazione è più rilassata e ideale per me, anche se gli altri raccontano che senza il coronavirus l'atmosfera nel villaggio olimpico è completamente diversa». In occasione della prima gara non è mancata una bella chiacchierata a tu per tu con il suo ginocchio. «Gli ho detto che doveva resistere per tutta la durata del mio soggiorno qui» ci racconta con una risatina nervosa, nonostante il dolore fosse peggiorato dopo la seconda discesa.
«Ora l'adrenalina è sparita», spiega Sina che è rientrata a casa l'indomani della gara. Non parteciperà al team event di sabato. La Svizzera può schierare solo una squadra e Sophie Hediger si è aggiudicata un posto grazie al buon risultato nelle qualificazioni. «È comunque meglio per il ginocchio e per tutto il resto del mio corpo in questo momento», afferma la 21enne.
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